3347818040 per un Primo Colloquio con la Dott.ssa Marrone

Problemi nell’adolescenza


Tristezza

Paure


Nel periodo che va dalla preadolescenza (9-12 anni) all’adolescenza (13-19), i ragazzi, in bilico tra l’infanzia e l’età adulta, devono affrontare intensi mutamenti fisici, emotivi, sociali e psicologici. In questa fase, i figli passano rapidamente dalla condizione di dipendenza e ricerca di compiacimento a quella in cui vogliono prendere da soli le decisioni e pensare in modo autonomo. Questo percorso non è sempre lineare e agevole perché i cambiamenti a questa età sono difficili da gestire sia per i genitori sia per i figli adolescenti.

In questo momento può sembrare che i figli gettino via tutti i valori e i principi a cui sono stati educati ed è facile per un genitore cadere nella frustrazione e sentire di aver perso la propria influenza e controllo sul figlio. Talvolta, questa fase di passaggio può divenire particolarmente critica e difficile da gestire. Ogni adolescente risponde in modo diverso ai cambiamenti di vita e ha molti modi per comunicare uno stress emotivo. A volte può apparire infelice, triste, taciturno, preoccupato o spaventato per motivi che lui stesso non riesce a spiegare. Altre volte, agisce con rabbia e aggressività, mostrando una forte intolleranza alle regole e l’incapacità di controllare i suoi impulsi. In tutti questi casi, l’energia e la creatività di un adolescente non è incanalata e non favorisce il sano sviluppo del suo potenziale.

Il disagio di un adolescente si può manifestare in tanti modi e per tanti motivi. Alcuni segnali di sofferenza possono esprimersi attraverso:

  • Confusione sulla propria identità
  • Incertezza sul proprio futuro
  • Tristezza, Apatia e Depressione
  • Rabbia, Aggressività, Ostilità e Chiusura
  • Blocco nello Studio
  • Utilizzo di Droghe
  • Disturbi Alimentari
  • Insonnia
  • Ansia Generalizzata, Ansia Sociale, Attacchi di Panico
  • Paure, Fobie
  • Compulsioni e Ossessioni

Sviluppare e mantenere un rapporto positivo con i figli non è un compito facile in quanto le emozioni degli adolescenti sono molto delicate e le modalità educative, per adattarsi ai rapidi cambiamenti della crescita, dovrebbero costantemente evolvere nel tempo. L'atteggiamento del genitore dovrebbe cambiare nei confronti del figlio in base alla situazione o al problema da affrontare. Un approccio sempre rigido oppure sempre protettivo o troppo amichevole non si presta bene ai diversi momenti della vita di un adolescente.

Il segreto consiste proprio nella capacità di modulare il tipo di approccio in base alla problematica che di volta in volta ci porta la relazione col figlio adolescente. Non bisogna credere che gli adolescenti non abbiano bisogno di regole e limiti. Per aumentare il senso di responsabilità e collaborazione, è utile che queste vengano definite insieme a loro, in un momento lontano dai conflitti. Contestualmente alle regole, devono essere stabilite a priori anche le conseguenze del mancato rispetto delle stesse, in modo tale che il ragazzo sia a conoscenza da subito delle conseguenze di un’eventuale trasgressione. Comprendere lo stato d’animo del ragazzo/a che infrange una regola pattuita sta alla base di una buona gestione del conflitto. Utile potrebbe essere un breve confronto con i genitori degli amici frequentati dal ragazzo per capire anche in quale contesto e con quali regole si confronta l’adolescente.

Quando una famiglia vive un disagio per il malessere di un figlio adolescente, il percorso psicologico prevede innanzitutto la comprensione dei bisogni e l’individuazione delle dinamiche che alimentano una difficoltà tra le due generazioni (genitori e figli). In base alle diverse situazioni, sono invitati agli incontri i genitori con o senza l’adolescente. In taluni casi, potrebbe rivelarsi utile offrire uno spazio d’ascolto esclusivo all’adolescente.

In particolare, durante gli incontri, i genitori sono aiutati ad osservare la loro relazione con i figli nonché a migliorare lo stile educativo e comunicativo in modo da favorire una crescita sana della famiglia nel complesso. L’aiuto ha come scopo la migliore gestione del figlio a partire da un’attenta comprensione dei suoi bisogni emotivi. I figli, dall’altro alto, sono aiutati ad esprimere più chiaramente i loro bisogni, sono sostenuti nella comprensione di se stessi e accompagnati ad esplorare la loro sfera emotiva e/o relazionale. Gli incontri puntano ad offrire informazioni e sostegno. Sono orientati alla risoluzione di problematiche relazionali con i propri figli o tra fratelli. Lo scopo è far acquisire specifiche competenze e strategie per la risoluzione di problemi inerenti difficoltà comunicative, emotive o comportamentali.

PERCORSI DIAGNOSTICI

Laddove risulti utile o necessario, è possibile affrontare con l’adolescente un percorso diagnostico attraverso l’utilizzo di appositi TEST per valutare una o più tra le seguenti dimensioni:

  • Ansia: l’ansia generalizzata; sociale; da separazione e ansia relativa alla scuola.
  • Depressione: l’umore depresso; l’anedonia, il disinteresse; l’umore irritabile; il senso di inadeguatezza, la bassa autostima; l’insicurezza; il senso di colpa; la disperazione.
  • Sintomi Ossessivo-Compulsivi: i pensieri ossessivi; le compulsioni/rituali; la rupofobia/contaminazione; l’ordine/controllo e il dubbio/indecisione.
  • Disturbi Alimentari: le condotte bulimiche; le condotte anoressiche; l’accettazione/valutazione del proprio corpo; la paura della maturità; il perfezionismo; l’inadeguatezza.
  • Sintomi Somatici e Ipocondria: sintomi relativi all’astenia; all’apparato respiratorio; al sonno; alla capacità di concentrazione/memoria.
  • Fobie: 24 tipi di paure.
  • Abilità, Motivazione e Orientamento allo Studio: abilità e strategie di studio, fiducia nella propria intelligenza e nella propria personalità, componenti emotive e motivazionali dell’apprendimento.
  • Benessere Globale: Accettazione del proprio corpo, Integrazione delle pulsioni sessuali, Relazioni con amici dell’altro sesso, Capacità di coping, Competenza emotiva, Relazioni con gli amici, Efficacia filiale, Inserimento sociale, Acquisizione dell’identità, Conoscenza e coerenza del Sé, Senso e Soddisfazione di vita.
  • Competenze trasversali, interessi e scelte formative: autovalutazione delle competenze, valutazione dei valori professionali, valutazione dell’immagine di sé, valutazione dell’autoefficacia, valutazione dell’adattamento interpersonale, valutazione dell’ansia da esame, valutazione degli stili decisionali.
  • 6 Dimensioni dell’Autostima: area interpersonale (come il soggetto valuta i suoi rapporti sociali, con i pari e con gli adulti), area scolastica (i successi o i fallimenti sperimentati nella classe), area emozionale (la vita emotiva, la capacità di controllare le emozioni negative), area familiare (le relazioni nella famiglia, il grado in cui si sente amato e valorizzato, ecc.), area corporea (il suo aspetto, le capacità fisiche e sportive, ecc.), area della padronanza sull’ambiente (la sensazione di essere in grado di dominare gli eventi della propria vita,

 

A chi si rivolge?

  • Ai genitori che vivono una situazione di «normalità», ma vogliono confrontarsi sulle modalità educative;
  • Ai genitori che vedono nel figlio uno o più segnali di disagio;
  • Ai genitori in fase di separazione che vogliano essere aiutati a gestire il rapporto con i figli;
  • Ai genitori che non riescono a comprendere il loro figlio;
  • Agli adolescenti che vogliono confrontarsi con un esperto esterno alla famiglia;
  • Alle famiglie che vogliano superare insieme una fase difficile della loro vita.